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Costruire quartieri sostenibili si può: l’esempio di Kopenhagen.

settembre 12, 2010 by anto    My Certificator Profiling 
Filed under Viaggi

Per parlare di Kopenhagen vi vorrebbe più di un post. La capitale della Danimarca si è data degli obiettivi importanti da raggiungere: ridurre del 20% le emissioni di CO2 dal 2005 al 2015 e diventare entro il 2025 la prima capitale a bilancio neutro in tali emissioni.

Copenhagen propone una sostenibilità a larga scala, che parte dagli strumenti architettonici per i singoli edifici (ridurre la produzione di anidride carbonica, studiando forme innovative di eco-sostenibilità, ricercando corretto soleggiamento, utilizzando tecnologie passive e attingendo direttamente a fonti rinnovabili d’energia) per giungere alle strategie urbane.

Oggi vorremmo porre l’attenzione su un quartiere nato sostituendo insediamenti industriali ed attrezzature portuali dismesse: Nordhaven.

Si tratta di un intervento che ridisegnerà il profilo della città: Nordhaven è sistuato a nord della capitale ed è il risultato di un concorso di progettazione bandito nel 2008 a cui hanno partecipato più di 180 professionisti in cui si richiedeva la progettazione di uno spazio di 200 ettari per la redidenza di 40.000 abitanti e 40.000 dipendenti.

Fra i 180 progetti presentati, ne sono stati selezionati tre (per visionare i riusltati del concorso, cliccare sul seguente link http://europaconcorsi.com/results/83386-Nordhavnen-The-sustainable-city-of-the-future/rankings). Uno in particolare, “Nordholmene Urban Delta”, è stato scelto come base di partenza e gli studi Cobe, Sleth, Ramboll e Polyform stanno definendo il piano di sviluppo di Nordhavnen, i cui lavori inizieranno nel 2011.Dal punto di vista amministrativo, il comune di Copenaghen ha approvato il progetto di riqualificazione, imponendo però il rispetto di alcuni punti imprescidibili, come il divieto di costruire edifici di grandi dimensioni, la pianificazione preventiva di architettura paesaggistica e spazi urbani, una organizzazione mista e comprensiva di ‘free zones’ (‘aree jolly’, che possono cambiare destinazione d’uso a seconda delle necessità).Non si può parlare di Copenhagen senza descrivere il nuovo quariere di Ørestad, che prevede il piano di Libeskind per la zona “Downtown”, la Concert Hall di Jean Nouvel, i gruppi di edifici abitativi di BIG, le scuole di 3XN; Bryhusprojectet si affaccia sul canale con l’intervento di OMA.

Ma di tutto questo parleremo nel prossimo post.

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